Il “Sistema Spazio Giallo in Rete 2” è un progetto di Bambinisenzasbarre che rappresenta la prosecuzione di un percorso avviato per tutelare i diritti dei bambini con genitori detenuti e sostenere la genitorialità in carcere, in coerenza con la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”. Il progetto consolida una rete territoriale attiva in Lombardia, integrando istituti penitenziari, servizi sociali, terzo settore e comunità locali. Attraverso dispositivi di accoglienza, percorsi di supporto alla vulnerabilità e alla famiglia, e azioni di concertazione territoriale, l’iniziativa promuove il mantenimento dei legami affettivi, favorendo il benessere dei minori e rafforzando le possibilità di reinserimento sociale delle persone detenute.

I partner
Bambinisenzasbarre (capofila): associazione con oltre vent’anni di esperienza sul tema della genitorialità in carcere; promotrice della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, referente nazionale per la formazione sulla qualità degli incontri familiari in carcere e per l’attivazione degli Spazi Gialli.
Associazione C.I.A.O. Onlus: opera dal 1995 nel reinserimento sociale di detenuti ed ex detenuti; gestisce una casa famiglia protetta per madri detenute con figli e porta competenze specifiche sul sostegno alle madri migranti e alla maternità reclusa.
Associazione Loscarcere ODV: attiva nel territorio lodigiano, promuove percorsi di inclusione sociale e lavorativa per persone con procedimenti giudiziari; consolida reti locali e gestisce l’accoglienza delle famiglie nello Spazio Giallo del carcere di Lodi.
Opera Liquida: compagnia teatrale impegnata in progetti di teatro in carcere; utilizza il linguaggio artistico per favorire consapevolezza, inclusione e rielaborazione delle relazioni familiari, con particolare attenzione al legame genitore-figlio.
Associazione Carcere e Territorio di Brescia (ACT): coordina interventi intra ed extra murari per l’inclusione delle persone in esecuzione penale; sviluppa progetti su genitorialità, scuola e lavoro nel carcere di Brescia Canton Mombello.
ACSI – Ambito Territoriale di Lodi: ente pubblico di coordinamento delle politiche sociali; connette servizi territoriali, tutela minori e percorsi di sostegno alla genitorialità, favorendo l’integrazione tra carcere e welfare locale.
La Casa del Giocattolo Solidale ODV: realtà di Varese che promuove attività ludiche, educative e di supporto allo studio per bambini in situazione di fragilità; contribuisce all’accoglienza dei minori nei contesti penitenziari.
Comune di Varese e Comune di Milano: enti locali che sostengono il modello di intervento, facilitando il raccordo con i servizi sociali, le tutele minori e le politiche territoriali per l’infanzia.

Descrizione della proposta progettuale
Analisi del bisogno– La detenzione di un genitore incide profondamente sul benessere dei figli e sulla qualità delle relazioni familiari. La Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti richiama la priorità del benessere del bambino e il diritto alla continuità affettiva. L’esperienza della pandemia ha reso evidente quanto il mantenimento dei legami influisca sui percorsi rieducativi. È necessario intervenire lungo tutto il percorso detentivo – dall’arresto al rientro sul territorio – con azioni personalizzate che sostengano genitori e famiglie, prevenendo rotture relazionali e isolamento.
Obiettivi e risultati attesi
Obiettivo generale: favorire l’inclusione sociale delle persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, rafforzando competenze personali e responsabilità genitoriali e potenziando la comunità educante territoriale.
Risultati attesi: miglioramento delle competenze relazionali dei genitori detenuti; tutela dei diritti dei bambini; maggiore collaborazione tra servizi e terzo settore; riduzione del rischio di recidiva attraverso il mantenimento dei legami familiari.
Modalità di Coordinamento
Il coordinamento è affidato al capofila, che garantisce regia unitaria, monitoraggio delle attività e raccordo con le Direzioni degli istituti penitenziari e con gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna. Tavoli territoriali e momenti di concertazione regionale favoriscono l’allineamento operativo tra partner, la condivisione dei casi complessi e l’armonizzazione delle procedure. Un sistema di raccolta dati consente valutazione continua e miglioramento degli interventi.

Descrizione delle attività e delle realizzazioni
Linea di intervento 1: Percorsi di sostegno della vulnerabilità
Sono previsti laboratori teatrali che favoriscono l’espressione emotiva e la riattivazione del legame genitore-figlio, affiancati da gruppi di parola per i bambini. Il servizio “Telefono Giallo dentro” offre supporto psico-relazionale ai genitori detenuti, rispondendo a bisogni legati alla lontananza dai figli e alle difficoltà familiari. La presa in carico dei casi più fragili attiva reti multidisciplinari per affrontare dipendenze, disagio psichico e povertà. Un focus specifico riguarda le madri migranti detenute, con percorsi di sostegno alla genitorialità e raccordo con il territorio per soluzioni abitative alternative alla detenzione.
Linea di intervento 2: Percorsi di supporto alla famiglia
Il cuore dell’intervento è lo Spazio Giallo, luogo di accoglienza per bambini e familiari in carcere, che prepara e accompagna all’incontro con il genitore detenuto. Accanto a ciò, sono attivati percorsi individuali e di gruppo per il sostegno alla genitorialità, rivolti in particolare ai genitori al primo ingresso in carcere. Sono previste prese in carico multidisciplinari dei nuclei più fragili e accompagnamenti per famiglie con genitori in esecuzione penale esterna, favorendo continuità educativa e reinserimento sul territorio.
Linea di intervento 5: Percorsi di concertazione
Il progetto promuove interventi di educazione alla legalità nelle scuole, con testimonianze e attività di prevenzione dei comportamenti a rischio. La rete territoriale è sostenuta attraverso supervisioni sui casi complessi, tavoli di monitoraggio regionali e comunità di pratiche locali, per consolidare modelli condivisi e diffondere una cultura dell’accoglienza e della responsabilità.
Integrazione dei principi orizzontali
L’intervento integra i principi di pari opportunità, non discriminazione, centralità del minore e welfare di comunità. La prospettiva di genere, l’attenzione alle fragilità migratorie e il lavoro in rete con i servizi pubblici garantiscono equità di accesso e sostenibilità. La partecipazione attiva dei territori rafforza la responsabilità collettiva nella tutela dei diritti dei bambini e nel reinserimento sociale dei genitori.
Il progetto “Sistema Spazio Giallo in rete 2“ è realizzato grazie anche al Programma Operativo Regionale cofinanziato con il Fondo Sociale Europeo di Regione Lombardia.