Il progetto “Officina dei Legami” (2024-2027), sostenuto da Con i Bambini, è nato per migliorare concretamente le condizioni di vita dei figli minorenni di genitori detenuti. In tutte le sue azioni, il progetto ha applicato pienamente la “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, un documento fondamentale valido dal 2014 in tutte le carceri italiane, creato da Bambinisenzasbarre e firmato dal Ministero della Giustizia e dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. L’obiettivo specifico del progetto (dura tre anni, il 30 giugno è finito il primo anno) è stato il mantenimento della relazione con il genitore sottoposto a provvedimenti giudiziari e il riconoscimento della centralità del bambino. Questo ha portato a un miglioramento delle condizioni di vita, misurato in termini di competenze acquisite, riduzione del malessere in carcere, maggiore inclusione e un clima familiare complessivo più sereno.
Le attività si sono svolte in diverse località della Lombardia: Busto Arsizio, Como, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Vigevano e Voghera. I beneficiari diretti sono stati i figli minorenni, i genitori in libertà, i detenuti, gli insegnanti e gli studenti.

Il Cuore degli Interventi: Il Sistema Spazio Giallo Il progetto ha implementato e potenziato il Sistema Spazio Giallo, un modello di lavoro globale ideato da Bambinisenzasbarre che mira a cambiare il carcere ponendo al centro l’interesse del bambino. Queste le conseguenti azioni:
Implementazione e Potenziamento: Il Sistema Spazio Giallo è potenziato negli istituti di Varese e Sondrio e viene riattivato in quello di Como, chiuso da tre anni, e di Sondrio.
Accoglienza e Sostegno: Lo Spazio Giallo è il luogo fisico e mentale per accogliere bambini e ragazzi, preparandoli all’incontro con il genitore detenuto e gestendo le conseguenze emotive della separazione. È stato anche il punto di avvio per percorsi di sostegno a lungo termine.
Colloquio Riservato Genitore-Figlio: Per la prima volta negli istituti di Pavia, Vigevano, Voghera e Milano San Vittore è stato attivato il colloquio riservato tra genitore detenuto e figlio, in assenza di altri parenti adulti. Questa modalità ha offerto ai preadolescenti e adolescenti uno spazio esclusivo per sostenere la relazione genitoriale diretta. Il partner di riferimento di questa azione è Bambinisenzasbarre.
Sostegno alla Genitorialità: Sono stati realizzati interventi individuali e di gruppo, focalizzandosi in particolare sui genitori al primo ingresso in carcere.
Laboratorio teatrale genitore detenuto-figli. Con il laboratorio padri e figli “La nostra bolla: raccontamelo tu“, è stato introdotto l’elemento drammaturgico. Il progetto ha continuato a usare i giochi teatrali per risolvere questioni in sospeso e riavvicinare padri detenuti e figli, cosa difficile durante i colloqui ordinari. Rispetto al passato, è stata potenziata la condivisione tramite la scrittura per “comporre il proprio dramma” e svelare verità celate. Gli scritti sono stati raccolti anonimamente per una pubblicazione di sensibilizzazione. Il partner di riferimento di questa azione è stata Opera Liquida Aps.

Ben-Essere e Ben-Stare per Madri e Figli
L’azione “Ben-Essere e Ben-stare” ha fornito attività motorie, socio-educative e ricreative per supportare la crescita sana dei figli (2-12 anni) di madri in esecuzione penale interna ed esterna, presso la Casa Famiglia dell’Associazione CIAO Un Ponte Tra Carcere Famiglia E Territorio (partner di riferimento).
La permanenza in Casa Famiglia ha permesso ai bambini di crescere in uno spazio adeguato e ha favorito un clima di accoglienza e serenità, aiutando la madre detenuta ad acquisire una relazione equilibrata con il figlio. Le attività congiunte hanno incluso: psicomotricità, pet therapy e laboratori di lettura di fiabe per creare un rituale affettivo serale. È stato anche previsto un fondo per consentire ad alcuni bambini di frequentare attività esterne come corsi di nuoto o danza.
Presidi Territoriali e Rete di Supporto
Sono stati avviati ex novo presidi territoriali di ascolto e intervento per supportare i minori nell’elaborare l’esperienza detentiva e per favorire l’inclusione sociale delle famiglie, uscendo dallo stigma. L’équipe multidisciplinare, composta da educatori (con funzione di “cerniera” tra interno ed esterno), assistenti sociali e psicologi, ha offerto consulenza e presa in carico. Questa équipe ha anche garantito la continuità di presa in carico del nucleo in caso di trasferimento del genitore detenuto, contattando i servizi della destinazione. Il partner di riferimento è stato la Coop Lotta e Intrecci Società Cooperativa Sociale Onlus.
Sostegno al Mondo Scolastico e Prevenzione
Nella prima annualità del progetto sono state fatte a Milano e Lodi azioni propedeutiche all’avvio dei laboratori che partono nel settembre 2025. Il progetto ha incluso attività di sensibilizzazione rivolte a presidi, insegnanti e personale scolastico sul mondo della detenzione e sulle ricadute per gli studenti. Sono stati presentati percorsi individuali per i figli di persone in esecuzione penale, come:
Interventi Diretti: Attraverso giochi di ruolo e facilitatori, si è lavorato direttamente con gli studenti per superare lo stereotipo e la vergogna del genitore detenuto.
“Occhio a chi tocca“: Detenuti ed ex detenuti incontrano gli studenti per raccontare la propria storia, con l’obiettivo di prevenire comportamenti devianti. Gli studenti non sono solo uditori, ma partecipano attivamente scrivendo in forma anonima le proprie paure, con l’intenzione di raccogliere queste testimonianze in una pubblicazione. I partner coinvolti in questa azione sono stati: Cooperativa Lotta Contro L’emarginazione Coop. Soc. Onlus; Movimento Per La Lotta Contro La Fame Nel Mondo; Ic M.Teresa Di Calcutta; Loscarcere Odv; Miur; Istituto Tecnico E Liceo -G. Feltrinelli; I.P. – V. Kandinsky; G. L. Lagrange.
Bambinisenzasbarre, in qualità di ente capofila, ha curato tutte le attività trasversali e la formazione degli operatori, assicurando la corretta applicazione del modello “Sistema Spazio Giallo”.
Colloquio riservato genitore-figlio: un sabato in carcere – 25 ottobre 2025
Un sabato, nella ludoteca del carcere, tre padri hanno incontrato i loro figli. I bambini avevano tra i tre e i sette anni. Il tema proposto per il laboratorio creativo era “un vulcano”, liberamente interpretabile.
B., sette anni, ha subito pensato ai dinosauri. Poi, convinto dal papà a tornare sul foglio, ha costruito una mappa piratesca: un’isola lontana, una barchetta con la bandiera del teschio, uno stagno con le papere, una cassa del tesoro nel mezzo del percorso. E una grande chiave, spiegata solo alla fine — quella che serve per aprire la cassa.

I., quattro anni, ha riempito il foglio di macchie colorate. Il suo papà ha aggiunto il vulcano e ha coperto tutto con il colore ocra, perché lei aveva deciso che il suo vulcano stava su un’isola. Alla fine, felice, ha raccontato di tutti i regali che aveva ricevuto: un album da colorare, gli stickers degli unicorni, le matite, i pennarelli. “Il mio papà mi vuole bene”, ha detto.
A., quattro anni, ha aspettato il suo papà per mezz’ora seduto in ludoteca, perché non c’era abbastanza personale disponibile per accompagnarlo. Quando sono stati insieme, il laboratorio si è svolto a sei mani — padre, figlio e un’operatrice — tra qualche capriccio, qualche momento buffo e un arcobaleno disegnato sopra il vulcano, colorato con la spugnetta fino a diventare del marrone della lava raffreddata. Il bambino è uscito soddisfatto.
L’accoglienza dei bambini nello Spazio Giallo, una delle azioni centrali del progetto Officina dei Legami (2024–2027), sostenuto da Con i Bambini. Si tratta di un momento pensato per bambini e preadolescenti: un incontro uno a uno con il genitore detenuto, senza altri adulti presenti, in uno spazio che mette al centro la relazione.

Attivato per la prima volta negli istituti di Pavia, Vigevano, Voghera e Milano San Vittore nell’ambito di questo progetto, il Colloquio riservato si svolge all’interno del Sistema Spazio Giallo, il modello di lavoro ideato da Bambinisenzasbarre per trasformare l’esperienza del carcere quando vista con gli occhi di un bambino.
Disegnare insieme, costruire una mappa, colorare un vulcano: sono strumenti semplici, ma non banali. Permettono a un padre e a un figlio di stare insieme in modo diverso dal solito, di comunicare anche quando le parole faticano ad arrivare. Permettono ai bambini di essere bambini — anche in carcere.
Il Colloquio riservato – 22 novembre 2025
Oggi il nostro intervento non era previsto. Le due salette erano occupate dai colloqui ordinari. Le operatrici hanno trovato un paio di tavoli liberi, sistemato le sedie per accogliere i bambini.
A., quasi quattro anni, era arrivato con il suo papà fin dal primo momento. In mezzo al caos si teneva vicino a lui, stretto al sacchetto di dolci e merendine che il papà gli aveva portato — il suo tesoro, che non ha mollato per tutta la mattina. Insieme hanno colorato il mare, hanno disegnato una tartaruga. Quando A. si è stancato del tavolo ha cominciato a esplorare la stanza, a guardare cosa facevano gli altri, sempre con il sacchetto in mano e il papà che non lo perdeva di vista.

E., quattro anni, aveva portato un librone di favole per mostrarlo al suo papà e farsi leggere una storia. Il papà non è arrivato in tempo. Per quasi un’ora E. è rimasta con un’operatrice: hanno parlato, hanno colorato. Nel suo primo disegno c’è una figura rossa in basso. “Cos’è?” le è stato chiesto. “È un cuore.” Poi il cuore si è trasformato in un passaggio segreto. “Non si sa né dove inizia né dove porta”, ha spiegato E. “È segreto.” Quando il papà è comparso sulla porta, la bambina è corsa sul triciclo e poi si è nascosta sotto il tavolo.
Questa mattina, nella confusione dei corridoi affollati, c’erano anche altri bambini. B., sei anni, ha riempito un foglio grande con la casa della nonna, i tre garage, le macchine di famiglia — un mondo intero contenuto in un disegno che sembrava il visore di un videogioco. C., sei anni, ha inventato un’altra delle sue macchine impossibili. M., sette anni, ha disegnato tutta la saga dei Sayan, episodio per episodio, con ogni dettaglio al suo posto — finché il papà non ha aggiunto un castello capovolto. “Il papà mi ha rovinato il disegno”, ha detto M. Gli è stato fatto notare che un castello capovolto in quella storia ci stava benissimo.

A volte queste giornate, sono complicate, ma è importante poter far incontrare figli e genitori nel Colloquio riservato, uno degli strumenti centrali del progetto Officina dei Legami (2024–2027), sostenuto da Con i Bambini. Uno spazio — fisico e relazionale — in cui padri e figli possono incontrarsi in modo diverso dal solito, con materiali semplici e tempo dedicato solo a loro.
Non sempre va come si vorrebbe. Ma ogni disegno, ogni storia inventata, ogni sacchetto tenuto stretto racconta di un legame che vuole restare vivo.
Il laboratorio di disegno per genitori e figli – 13 dicembre 2025
Nel corso del colloquio riservato svolto nella ludoteca, sette nuclei familiari hanno partecipato al laboratorio di disegno promosso all’interno del progetto Officina dei Legami. L’attività ha permesso a bambini e genitori di incontrarsi in uno spazio protetto e condividere del tempo senza altri parenti adulti.
La mattinata è stata caratterizzata da un primo momento di naturale timidezza e orientamento, legato sia alla novità dell’esperienza sia alla composizione di un gruppo non ancora consolidato. Attraverso il disegno, i partecipanti sono stati invitati a rappresentare un “animale guida” capace di raccontare qualcosa di sé e della propria famiglia. I bambini hanno aderito con curiosità e spontaneità, mentre molti papà hanno inizialmente richiesto indicazioni e rassicurazioni sullo svolgimento dell’attività.

Nei diversi nuclei familiari il laboratorio ha favorito scambi affettivi significativi. Alcuni bambini hanno preparato piccoli disegni o messaggi da lasciare ai propri padri come ricordo da portare con sé in cella; altri hanno scelto di rappresentare animali, personaggi fantastici o simboli familiari, spesso ispirandosi ai disegni presenti nella ludoteca. In più occasioni sono emersi dialoghi spontanei sulla vita quotidiana, sui legami familiari e sull’esperienza della distanza, affrontati con naturalezza anche dai più piccoli.

Particolarmente rilevante è stato il clima di collaborazione che si è creato durante i lavori condivisi: fratelli e sorelle hanno disegnato insieme, alcuni nuclei hanno scelto di realizzare un unico elaborato collettivo e molti genitori hanno espresso il desiderio di lasciare ai figli un messaggio di vicinanza e affetto.
Nel corso della mattinata sono emerse anche alcune riflessioni dei padri sulle difficoltà vissute durante l’ingresso in istituto e sull’impatto emotivo che le procedure di controllo possono avere sui minori. Nonostante ciò, tutte le famiglie hanno partecipato con coinvolgimento, vivendo il laboratorio come un’occasione preziosa di relazione, ascolto e condivisione del tempo insieme.
Lo Spazio Giallo in carcere – 10 gennaio 2026
Nel corso della giornata dedicata ai colloqui, lo Spazio Giallo ha accolto numerosi bambini e famiglie, confermandosi ancora una volta un luogo importante di accoglienza e condivisione all’interno del progetto Officina dei Legami.
La mattinata è stata caratterizzata da una forte partecipazione. In assenza momentanea degli operatori, molti bambini hanno spontaneamente trasformato sgabelli colorati e libri in strumenti di gioco creativo, mostrando quanto lo Spazio venga vissuto come un ambiente familiare e libero. Le attività si sono poi concentrate sul disegno, sulla lettura e sui laboratori espressivi.

A., 2 anni, ed E., 3 anni, hanno trascorso il tempo giocando insieme con le costruzioni e condividendo la merenda: le loro mamme si sono conosciute proprio frequentando lo Spazio Giallo. L., 9 anni, e la sorella S., 10 anni, alla loro prima esperienza, sono apparsi inizialmente disorientati e timidi, osservando a lungo i libri e l’ambiente prima di avvicinarsi alle attività.
Tra i partecipanti anche K., 11 anni, già coinvolto in precedenti laboratori, che ha ricevuto le copie dei lavori realizzati durante gli incontri con il padre. Alcuni bambini, tra cui B., 8 anni, e la sorella I., 5 anni, hanno preso parte al laboratorio interno insieme ad altri gruppi familiari. Tre sorelle – C., M. e T. – hanno invece preparato dediche e disegni da consegnare al proprio papà durante il colloquio.
Particolarmente significativo è stato l’incontro con G., 10 anni, arrivato insieme alla mamma e alla nonna in un momento familiare delicato e carico di tensione emotiva. Attraverso il laboratorio di disegno, il bambino ha trovato uno spazio protetto in cui esprimersi serenamente, mentre anche gli adulti hanno scelto di partecipare all’attività, contribuendo a distendere il clima familiare.

Nel corso della giornata molti fogli lasciati a disposizione sono stati utilizzati per realizzare disegni e messaggi destinati ai familiari detenuti, una consuetudine che continua a rappresentare un importante strumento di vicinanza affettiva e comunicazione.
Colloqui riservati: laboratorio come spazio di relazione – 21 febbraio 2026
Nel corso della mattinata si sono svolti i colloqui riservati con la partecipazione di sette nuclei familiari. I bambini presenti, di età compresa tra i 2 e i 19 anni, hanno preso parte insieme ai loro padri alle attività proposte nello spazio dedicato ai colloqui riservati.
L’avvio della giornata è stato segnato da un ingresso ritardato e da un’affluenza particolarmente elevata presso l’area colloqui. Nonostante una fase iniziale caratterizzata da confusione e attese, è stato comunque possibile garantire lo svolgimento del laboratorio di disegno in spazi adeguati, mantenendo un contesto sufficientemente accogliente per i bambini e le famiglie.
Nel corso dell’incontro si è resa necessaria una gestione flessibile di alcune situazioni specifiche. In via eccezionale, è stata autorizzata la presenza di una madre all’interno del laboratorio, a fronte di difficoltà emotive manifestate da uno dei bambini. La scelta, condivisa con il personale dell’istituto, ha consentito di sostenere il minore in un momento di fragilità, rimandando a un successivo confronto con i genitori per ridefinire le modalità di partecipazione nel rispetto del setting previsto.
Un’ulteriore situazione ha riguardato una bambina entrata in un secondo momento, a causa di questioni amministrative e organizzative legate all’accesso. Anche in questo caso, grazie alla collaborazione con il personale dell’istituto, è stato possibile favorire l’incontro con il padre, seppur in uno spazio leggermente separato. La bambina ha vissuto il tempo del laboratorio in modo sereno, dedicandosi al disegno e al gioco insieme al genitore.

La mattinata ha evidenziato, ancora una volta, l’importanza del laboratorio come spazio di espressione e relazione. Attraverso il disegno, il gioco e attività condivise, i bambini hanno potuto rappresentare vissuti, desideri e immagini familiari, mentre i padri hanno trovato modalità spontanee per stare in relazione con i propri figli.
Sono emerse diverse dinamiche significative:
- in alcuni casi, la relazione si è espressa attraverso il gioco e la collaborazione, con momenti di complicità e scambio affettivo;
- in altri, il disegno ha rappresentato uno strumento privilegiato per raccontare il proprio immaginario, come nel caso di paesaggi familiari, case ideali o figure simboliche;
- per alcuni nuclei, soprattutto alla prima esperienza, si è osservata una iniziale difficoltà a entrare nell’attività, superata gradualmente grazie a proposte semplici e non strutturate.

Particolarmente rilevante è stato il ruolo dei fratelli maggiori all’interno di alcuni gruppi familiari, spesso punto di riferimento per i più piccoli e mediatori nelle interazioni. In altri casi, i bambini hanno espresso desideri legati alla quotidianità esterna – come il mare, la casa o i momenti condivisi in famiglia – restituendo attraverso il disegno un forte bisogno di continuità affettiva.
Non sono mancati momenti di socialità tra pari: verso la conclusione dell’incontro, alcuni bambini hanno condiviso momenti di gioco spontaneo, muovendosi con maggiore libertà e mostrando un progressivo senso di agio nello spazio.
La collaborazione con il personale dell’istituto si è confermata fondamentale per la buona riuscita delle attività, nonostante l’elevato afflusso di familiari abbia richiesto un utilizzo più ampio degli spazi disponibili.
Nel complesso, l’incontro ha offerto ai bambini e ai loro padri un tempo significativo di relazione, confermando il valore dello spazio protetto in cui sostenere il legame familiare anche in una situazione di detenzione.
Il disegno: momento di condivisione e riflessione – 14 marzo 2026
Il laboratorio di disegno, che si tiene nell’ambito del colloquio riservatoa genitore-figlio, è stato un momento di grande condivisione e riflessione per i bambini e i loro papà. Attraverso il disegno, hanno potuto esprimere le loro emozioni e pensieri, creando un clima di serenità e gioia.
I Disegni dei Bambini
– M. e papà: M., 5 anni, ha disegnato un tramonto con la sua casa e il papà. La sua espressione di desiderio di essere accompagnata dal papà in bagno ha rivelato la sua dipendenza e affetto per lui. Il papà ha risposto con dolcezza e comprensione, rassicurandola che sarebbe stato lì per lei presto.

– A. e papà: A., 6 anni, ha disegnato una casa di gatti con il papà. La sua storia ha mostrato la sua creatività e il suo amore per gli animali. Il papà ha ascoltato con attenzione e interesse, incoraggiandolo a continuare a raccontare.
– W. e papà: W., 7 anni, ha disegnato un campo da calcio e una tempesta sul mare con il papà. La sua firma sul disegno ha mostrato il suo desiderio di condividere l’esperienza con il papà.
– E. e papà: E., 5 anni, ha disegnato un cuore e una stella con il papà. La sua espressione di desiderio di stare con il papà ha rivelato la sua nostalgia e il suo amore per lui. Il papà ha risposto con affetto e comprensione, rassicurandola che sarebbe stato lì per lei.
– R., E. e papà: R., 10 anni, e E., 16 anni, hanno disegnato la loro casa con il papà. La loro scena serena e pacata ha mostrato la loro connessione e il loro amore per la famiglia.
– T., C. e papà: T., 6 anni, e C., 14 anni, hanno disegnato una scena di spiaggia con il papà. La loro espressione di gioia e divertimento ha mostrato la loro felicità di essere insieme.

Emozioni e Riflessioni
L’interazione tra i bambini e i loro papà durante l’attività del disegno ha rivelato una gamma di emozioni, tra cui:
– Affetto e dipendenza: i bambini hanno mostrato un forte attaccamento ai loro papà e hanno espresso il desiderio di stare con loro.
– Gioia e divertimento: i bambini hanno mostrato una grande gioia e divertimento nel disegnare e condividere l’esperienza con i loro papà.
– Nostalgia e amore: i bambini hanno espresso la loro nostalgia e il loro amore per i loro papà, mostrando la loro connessione emotiva.
– Orgoglio e condivisione: i bambini hanno mostrato orgoglio e desiderio di condividere l’esperienza con i loro papà.
Il laboratorio di disegno ha permesso di osservare l’interazione tra i bambini e i loro papà, rivelando la profondità delle loro emozioni e la forza del loro legame.