Nel corso del 2025, Bambinisenzasbarre ha portato avanti il progetto “Sistema Spazio Giallo” all’interno degli istituti penitenziari di Poggioreale e Secondigliano, a Napoli.
Il progetto si è sviluppato su tre assi principali: gli Spazi Gialli, ambienti di accoglienza per i bambini in visita ai genitori detenuti, i gruppi di parola per padri detenuti e i laboratori e colloqui riservati padre–figlio.
L’obiettivo è favorire il mantenimento e il rafforzamento del legame familiare durante la detenzione, garantendo ai figli il diritto fondamentale a una relazione continuativa e significativa con il genitore recluso. Lo Spazio Giallo rappresenta per i minori un ponte tra dentro e fuori, un luogo dove la relazione con il genitore può continuare a esistere e a crescere.
Allo stesso tempo, i gruppi di parola e i laboratori padre–figlio offrono ai detenuti un’occasione concreta per riscoprire il proprio ruolo genitoriale, comprendere i bisogni dei figli e sperimentare una comunicazione più autentica.
A Poggioreale, lo Spazio Giallo è stato attivo regolarmente e si sono potuti ridurre i tempi d’attesa e favorire la presenza dei minori, quasi sempre accompagnati dalle madri. La disponibilità di un luogo accogliente e protetto ha rappresentato un elemento chiave. Lo spazio, colorato e a misura di bambino, ha consentito ai bambini di vivere un’esperienza positiva in un contesto solitamente percepito come difficile.

Le attività proposte – conversazione, disegno e gioco simbolico – hanno avuto una forte valenza educativa. Attraverso il gioco, i bambini hanno potuto comunicare emozioni e vissuti difficili da esprimere con le parole. Il disegno, in particolare, si è rivelato uno strumento privilegiato per raccontare il proprio mondo, le attese e le emozioni legate alla figura del genitore detenuto.
La collaborazione con gli agenti si è confermata positiva, infatti l’équipe di Bambinisenzasbarre ha potuto contare su un clima di fiducia e disponibilità che ha reso possibile lo svolgimento regolare delle attività.
Anche lo Spazio Giallo di Secondigliano ha rappresentato un punto di riferimento stabile per le famiglie e ha favorito la partecipazione delle madri con i figli, costruendo nel tempo un clima di fiducia e ascolto reciproco.

Le attività proposte hanno permesso ai bambini di elaborare emozioni complesse e di vivere il momento del colloquio con maggiore serenità.
Un aspetto particolarmente significativo è stata la collaborazionedi alcuni agenti che hanno partecipato attivamente ai momenti di gioco, migliorando il clima generale e riducendo la percezione del carcere come luogo poco accogliente.
A Poggioreale sono continuati i gruppi di parola per padri detenuti, con incontri settimanali condotti dalle operatrici di Bambinisenzasbarre.
Questi momenti hanno favorito la nascita di un gruppo unito e partecipe. I padri hanno condiviso riflessioni sulla genitorialità in detenzione, confrontandosi sui bisogni dei figli e sui modi per mantenere viva la relazione, anche attraverso gesti e parole nei brevi tempi dei colloqui.

L’équipe ha registrato una crescita significativa nella consapevolezza dei partecipanti, più attenti e sensibili alle esigenze affettive dei propri bambini.
Parallelamente, si sono svolti i laboratori padre–figlio nell’area verde dell’istituto: un ambiente all’aperto e rilassato, dove i bambini hanno potuto giocare, correre, abbracciare i propri padri e vivere momenti di normalità.
Il sostegno del personale penitenziario si è rivelato anche in questa azione decisivo: gli agenti hanno incoraggiato la partecipazione e garantito un clima di sicurezza e fiducia.

A Secondigliano le attività del Sistema Spazio Giallo di Bambinisenzasbarre sono proseguite con regolarità. Alcuni padri hanno partecipato con meritevole costanza, dimostrando un forte interesse nel riflettere sul proprio ruolo genitoriale e nel recuperare la relazione con i figli, missione sempre presente nelle azioni di Bambinisenzasbarre.
I bambini, a loro volta, hanno mostrato entusiasmo durante i laboratori, confermando l’importanza di questi spazi come luoghi privilegiati per ricostruire la dimensione affettiva familiare.
Anche qui il personale penitenziario ha mostrato attenzione e collaborazione, contribuendo a creare un clima favorevole al dialogo e alla relazione.
Il progetto di Bambinisenzasbarre è realizzato nei due Istituti penitenziari napoletani anche grazie al contributo dell’8 per Mille della Chiesa Valdese.
