Bambinisenzasbarre a BookCity 2025, per approfondire i nostri temi attraverso i libri

Anche quest’anno Bambinisenzasbarre ha offerto la sua sede (Corso Venezia 24, Milano) per la presentazione di sei libri, tutti dell’editore Moretti&Vitali che ci ha voluti come partner. Alla presentazione pubblica dei libri (aperta a tutti, sabato 15 novembre) hanno partecipato gli autori, curatori ed esperti della materia trattata dai volumi.

La sala della sede di Bambinsenzasbarre, durante un incontro di Book City 2025 – A sinistra in piedi, Enrico Moretti (fotografie di Andrea Lanzarotto)

BookCity Milano 2025 è in realtà una grande “biblioteca diffusa”: una costellazione di incontri che si allarga dai palazzi storici alle biblioteche di quartiere, dalle università alle librerie indipendenti e anche nella sede di Bambinisenzasbarre, chiamata la “Casa Gialla”.

La città accoglie autori, editori, studiosi, traduttori, musicisti, educatori: una comunità in movimento che fa della lettura un momento personale e civile. La curatela di quest’anno ha intrecciato la riflessione sui linguaggi – poesia, saggio, romanzo, arti visive – con i temi che segnano il nostro presente: la fragilità democratica, le guerre lontane e vicine, il nodo tra creatività e cura, la trasformazione tecnologica, la vita interiore come forma di resistenza.

Nei cortili e nelle sale, più che lo slogan di un festival, si respira l’idea che i libri siano strumenti di orientamento, bussola e contrappeso. Le conversazioni sono di solito asciutte, precise, qualcune le ha definite incandescenti: la parola “responsabilità” è ricorre spesso, accanto a “immaginazione”. La città risponde con file ordinate e con attenta curiosità. Colpisce, dalle edizioni passate, soprattutto la convivenza di registri: l’intimità della poesia e la rudezza del reportage; la filosofia che scava e la saggistica che chiarisce; il racconto dell’arte come pratica e quello della sofferenza come “apprendistato di libertà”.

In questa rete di voci, sei titoli sono in calendario nella sede di Bambinisenzasbarre con altrettante presentazioni:

“L’angelo disabitato” di Alessandra Cenni, presentato dall’autrice in diretta da Atene, con Roberto Caracci. Il saggio segue la figura enigmatica dell’androgino, “angelo disabitato” che attraversa miti, arti e immaginario contemporaneo. Dalle Upanishad e dal Simposio platonico fino a Leonardo, a Orlando, al cinema e alla moda, Cenni racconta un essere doppio che sfida i confini di genere e identità. Nel confronto con l’ipertecnologia e il mondo globalizzato, l’androgino annuncia un cambiamento profondo e la “divina ambiguità” come chiave per leggere il nuovo millennio, nel pensiero, nei corpi, nelle relazioni..

Rossella Prezzo (a destra) insime a Annarosa Buttarelli ha presentato il suo “Guerre che ho (solo) visto” che interroga l’etica dello sguardo. Il libro indaga l’esperienza condivisa delle guerre che abbiamo “solo visto” sugli schermi, come un montaggio mentale di immagini che si riavvolgono. Attraverso interrogativi, letture e cortocircuiti del pensiero, Prezzo segue le trasformazioni della guerra e dei suoi corpi, insieme presenti e assenti nelle nostre vite di pace. Analizzando anche il linguaggio che la guerra inventa per giustificarsi, invita a “pensare l’impensato della pace”, dialogando con pensatrici come Weil, Woolf, Zambrano.

Con “Sogni oltre le sbarre” di Lella Ravasi Bellocchio, la città ascolta ciò che il carcere non riesce a dire. Ha presentato il suo volume dibattendo con Lia Sacerdote, che ha scritto la prefazione, Giangiacomo Schiavi e Andrea Tollis. Per circa due anni l’autrice, psicoanalista incontra, nel carcere di San Vittore, un gruppo di donne di età e provenienze diverse, quasi tutte madri. In una cella chiusa da otto porte di ferro lavora sui loro sogni, trasformandoli in spazio di parola, desiderio e riconoscimento. Il libro racconta questa esperienza rivoluzionaria di analisi “oltre le sbarre”, aprendo a una nuova lettura della realtà femminile dentro e fuori il carcere, tra dolore, colpa, maternità e possibilità di cambiamento.

Marco Manzoni, insieme a Carla Stroppa e Iolanda Stocchi, ha presento il suo “Creatività e mal-essere” dove si “smontano miti comodi”. Volume corale, curato da Marco Manzoni e dedicato a Eugenio Borgna, esplora il legame tra mal-essere, solitudine e creazione artistica. Attraverso saggi su Van Gogh, Proust, Kafka, Hölderlin, Schumann, Strindberg, Nietzsche, Jung, Yourcenar, Montale, Pasolini, mostra come il dolore possa trasformarsi in forma e senso. Contro la cultura della performance, il libro restituisce dignità ai momenti critici dell’esistenza, indicandoli come scintilla possibile di ricerca interiore e di espressività creativa per ciascuno, anche nelle vite apparentemente comuni e silenziose di oggi.

“La pura felicità” di Georges Bataille offre un forte dibattito sul desiderio di pienezza. Lo hanno introdotto Sergio Finzi, Augusto Iossa Fasano, Felice Ciro Papparo (da Napoli) e Andrea Nicolini. Un classico inquieto che interroga ciò che chiamiamo gioia. Per Bataille la felicità tocca l’eccesso, sfiora l’estasi e consuma le forme. Testo breve, tagliente, che dialoga con mistica, eros, sacrificio. Una provocazione filosofica: la pienezza non è comfort, ma rischio, vertigine, sovranità dell’esperienza. Che interpella il lettore oltre il piacere. Attraverso un lessico concettuale inconfondibile, Bataille interroga i moti di approvazione e disapprovazione che fondano la nostra morale e le istituzioni.

“Fuoco e forma, Jung, Dante e il Libro rosso”e forma” di Tommaso Priviero, presentato dall’autore e da Marco Garzonio. Il libro ricostruisce il dialogo segreto tra il Libro rosso di Jung e la Divina Commedia, letti come due viaggi visionari nell’inconscio. Priviero mostra come Dante aiuti Jung a dare forma poetica al fuoco della trasformazione psichica, attraverso metanoia, paesaggi interiori, figure animali, diavolo, guide e mandala. Ne nasce un originale itinerario tra psicologia analitica, letteratura e storia delle religioni, che invita il lettore a esplorare il proprio mondo interiore come pratica viva, attuale, di cura dell’anima contemporanea in crisi.

Tommaso Priviero è uno storico della psicologia e psicoanalista junghiano (SAP/IAAP) con base a Londra. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’ateneo britannico University College London (UCL), sotto la supervisione di Sonu Shamdasani, curatore del Libro rosso di Jung, con il quale attualmente collabora.

La locandina delle presentazioni dei libri presso la sede
di Bambinisenzasbarre nell’ambito di BookCity 2025:

Condividi

Dona ora

Newsletter