Spazio Famiglia: dal carcere alla città, verso la conclusione

Si avvia verso la conclusione il progetto “Spazio Famiglia: dal carcere alla città”, promosso da Bambinisenzasbarre presso la Casa di reclusione di Milano Bollate. Dopo mesi di attività, il lavoro si avvicina alla sua conclusione mantenendo al centro una questione fondamentale: come sostenere la relazione tra un padre detenuto e i propri figli anche nei passaggi che accompagnano la fine della pena e il ritorno alla vita nella comunità.

Durante il progetto, i colloqui individuali hanno permesso di lavorare su situazioni e bisogni differenti: la preparazione degli incontri con i figli, le difficoltà nella comunicazione della detenzione ai bambini, il rapporto con l’altro genitore e il confronto sul proprio ruolo di padre.

Mantenere e rafforzare il legame tra genitori e figli durante la detenzione significa infatti preparare una relazione che possa continuare a essere significativa anche oltre il carcere. La genitorialità non si interrompe con la detenzione e il momento dell’uscita richiede spesso di ritrovare un equilibrio familiare che può essere cambiato nel tempo.

In questo senso, il lavoro svolto non si è concentrato soltanto sui colloqui con il genitore detenuto. Il confronto con i Servizi sociali, gli operatori penitenziari e i familiari ha accompagnato le situazioni nelle quali era necessario costruire o mantenere una comunicazione tra soggetti diversi, con particolare attenzione alle possibilità di incontro tra padri e figli.

Anche la preparazione dei momenti di incontro ha avuto un ruolo importante. Permessi, misure alternative e possibilità di trascorrere tempo con i figli fuori dal carcere rappresentano passaggi nei quali possono emergere aspettative, emozioni e difficoltà. Prepararli significa anche preparare il ritorno alla dimensione familiare.

In questo lavoro ha trovato spazio la Casa Gialla, la sede di Bambinisenzasbarre, un immobile confiscato alla criminalità organizzata e assegnato all’associazione, tramite un bando, dalla ANBSC. La Casa Galla è un luogo esterno al carcere pensato per accogliere gli incontri tra genitori e figli, con il sostegno di professionisti, in un ambiente protetto e familiare. La possibilità di incontrarsi fuori dall’istituto offre alle famiglie uno spazio nel quale la relazione può essere vissuta in una dimensione diversa da quella del colloquio carcerario.

Un incontro tra padre e figlia in Casa Gialla

L’esperienza realizzata a Bollate, un carcere modello con uno dei tassi di recidiva più bassi in Italia, mostra così il significato concreto del ponte tra carcere, famiglia e territorio: mettere in relazione il tempo della detenzione con quello che viene dopo, senza perdere di vista le persone e i legami che accompagneranno il genitore nel ritorno alla comunità.

A pochi giorni dalla conclusione, “Spazio Famiglia: dal carcere alla città” si avvia quindi a chiudere questa fase di lavoro con l’attenzione rivolta alla continuità. Perché sostenere la relazione tra un padre e i suoi figli durante la detenzione significa anche contribuire a creare le condizioni perché quella relazione possa essere parte del suo futuro, quando il carcere non sarà più il luogo che definisce la quotidianità della famiglia.

Il progetto “Spazio Famiglia: dal carcere alla città” è realizzato grazie anche al sostegno di Fondazione Comunitaria Nord Milano

Condividi

Dona ora

Newsletter