PCMP 2025 – Carcere di Sollicciano, Firenze – 9 giugno

Il racconto della partita

È un giorno di sole, caldo ma non bollente. Le colline intorno a Firenze offrono una brezza che invoglia a correre, a spendere le proprie energie fisiche. L’umore di tutti è alto, in alcuni casi estremamente alto, perché ci sono dei bambini che hanno capito che è proprio vero, non ci sarà alcuna delusione, potranno dopo tanto tempo incontrare il proprio papà. Aspettano a volte da mesi, alcuni da anni. Potranno perfino giocare con lui. Per loro saranno dei momenti indimenticabili. Quando il papa tornerà a casa, perché tornerà a casa, questo è sicuro, se lo racconteranno molte volte, per riviverlo, questo momento. 

Figli e i loro genitori detenuti si sono ritrovati nel “Giardino degli Incontri”, uno spazio verde all’interno del carcere di Sollicciano (Firenze) in parte coperto, dove sono stati accolti da Irene Cantarella Funzionaria Giuridico Pedagogica dell’istituto fiorentino, e da Floriana Battevi, cofondatrice e vicepresidente di Bambinisenzasbarre.

Abbracci di una mamma ai figli nel carcere di Sollicciano a Firenze (immagine tratta dal servizio della Tgr Rai Toscana)

Da quando è nata la “Partita con mamma e papà” nel 2015 è la prima volta che il carcere toscano aderisce all’iniziativa promossa e organizzata da Bambinisenzasbarre. Un segnale importante che sottolinea l’attenzione del carcere fiorentino al tema della cura delle relazioni genitoriali durante la detenzione di uno o entrambi i genitori e l’efficacia che la “Partita” ha per migliorare, rafforzare e mantenere il legame tra i bambini e i genitori detenuti.

I media nazionali e locali sono stati informati con comunicati stampa, newsletter, email personali e molti contatti telefoni diretti da parte del team di comunicazione di Bambinisenzasbarre (BSS). E hanno riposto che ci saranno. Hanno superato tutti i passaggi burocratici necessari e i permessi richiesti, sempre supportati da BSS. E, infatti, ci sono. Anche una troupe televisiva della RAI, la televisione di stato. Per loro il carcere è un luogo sempre ripreso da fuori: le alte mura, le torri di guardia, le porte blindate, i chiavistelli e le sbarre alle finestre, il soggetto più ripreso. 

Ma ora sono in un luogo fuori da ogni immaginazione. Sono dentro le mura, ma non in lunghi corridoi blindati, ma su un praticello, circondati da bambini entusiasti, da detenuti che sorridono e corrono, tutti calzano una maglietta colorata di giallo o di blu (“navy blue”, ci tengono a precisare quelli di BSS). Sono assordati da famiglie che fanno il tifo, dal direttore che sorride dietro un’alta finestra, da officers che si nascondono il più possibile. Così i media people, certo alquanto scioccati da una realtà inaspettata e mai vissuta prima, si affannano e riprendere tutto e a intervistare tutti. Molti commenteranno “una cosa così non l’avrei mai immaginata”. I bambini, veri protagonisti della realtà dentro le mura con filo spinato di un carcere. 

Complessivamente la “Partita” ha coinvolto 11 genitori detenuti (9 papà e 2 mamme) e 22 bambini che hanno giocato tutti insieme. Infatti nell’istituto di Sollicciano per la prima volta in Italia la “Partita con mamma e papà” si è disputata con genitori di ambo i sessi in contemporanea.
La giornata si è svolta in un clima tranquillo e disteso con i bambini al centro delle attenzioni dei genitori detenuti, con un’attenzione che poteva essere anche maggiore di quella più distratta nel quotidiano vivere in famiglia fuori dal carcere. Dunque la partita ha permesso loro di trascorrere un momento “diverso” dal solito colloquio che avviene in carcere e perfino più inteso di quelli che avvengono nella normalità esterna al carcere.

La palla è uscita. Si rifiata aspettando la rimessa in gioco per ripartire con una nuova azione

Nel corso della mattinata, oltre a Floriana Battevi e Irene Cantarella, alla Partita hanno presenziato anche Don Stefano, il cappellano del carcere, le dottoresse Vitrani e Angioletti in rappresentanza della direzione e un allenatore UISP che si è occupato della preparazione del campo da gioco.
Al termine della “Partita” tutti insieme, grandi e piccoli, hanno fatto una merenda preparata da una mamma detenuta che è stata molto apprezzata.

Il giorno successivo, i genitori che hanno partecipato alla “Partita”, sono stati coinvolti in un incontro, condotto dalla dott.ssa Cantarella, durante il quale sono state raccolte le sensazioni e le impressioni sull’esperienza vissuta.
Ai genitori è stato chiesto di scrivere un colore con il quale esprimere le emozioni e i sentimenti sulla giornata trascorsa con i propri figli.
Queste alcune delle testimonianze raccolte:
“Bianco: tutto mi ha dato pace, era tutto bianco passare due ore con mio figlio”
“Girasole, giallo: sole e allegria con i miei 3 splendidi figli – mi ha colpito l’essere insieme a tutti, sembrava di essere in un parco e non in carcere”
“Giallo: in questi giorni ho visto solo il buio, ieri il giallo, la luce, ho visto una speranza”
“Verde: il verde che c’è in giardino ma anche verde della speranza. Stare insieme e condividere dà senso di libertà. Negli altri colloqui ogni famiglia sta nel suo, qui si sta tutti insieme”.
Irene Cantarella, FGP: “I colori dell’arcobaleno. È andata benissimo e finalmente vi ho visto sorridere. Queste sono le giornate che fanno bene a tutti e non solo ai detenuti. Ci restituisce il senso del nostro lavoro.”

Anche un fazzoletto d’erba è sufficiente per condividere un momento di gioco con papà

Queste sono le parole raccolte il giorno dopo la “Partita con mamma e papà”
“L’ho visto giocare con gli altri bambini” Un papà detenuto
“I miei bambini erano contentissimi, mi hanno detto: sono felice, mamma”. Una mamma detenuta.
“È stato bello non ho mai giocato così tanto tempo con mio figlio” Un papà detenuto
“I bambini più piccoli si sono divertiti di più, ma alla fine anche i ragazzi un po’ più grandi si sono divertiti, come in una grande famiglia.” Una mamma detenuta
“Mio figlio ha fatto amicizia con un altro bambino e si sono scambiati i numeri di telefono. Così non si sentono soli” Un papà detenuto.
“Ieri ho apprezzato di nuovo il senso di cosa significa ‘essere umano’. Quando mi sveglio mi sento incatenato, ieri ero libero, mi sentivo le ali.” Un papà detenuto
“Mio figlio era molto contento, ha passato una giornata diversa. Anche per me è un’occasione speciale, mi hanno arrestato che lui aveva solo 1 anno ed eravamo in pandemia. Anche ora faccio fatica a vederlo perché loro vivono lontani e durante i colloqui normali finisce che dedichiamo più tempo alla moglie.” Un papà detenuto.

La Tgr Toscana a seguito la “Partita con mamma e papà” nel carcere di Sollicciano. La troupe Rai ha realizzato un servizio (vedi QUI) che è stato trasmesso nelle due edizioni del notiziario regionale.

Uno, fra i tanti risultati di questa giornata, è anche quello di aver verificato letteralmente sul campo che il modello della “Partita con mamma e papà” , come strumento per attivare, rinforzare e mantenere il legame fra figli e i loro genitori detenuti funziona, soprattutto se organizzato come progetto continuativo, che si snoda durante l’anno nelle sue varie tappe di creazione e gestione, con protagonista la voce dei bambini. Un modello di forte successo anche in Europa, dove da tre anni la rete COPE lo gestisce in prima persona e lo attiva con grande successo attraverso i suoi membri in una dozzina di paesi europei. 

Calendario Partita con mamma e papà 2025

Se si clicca “Regione”, “Città” o “Data” si ordinano, rispettivamente, in ordine decrescente

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